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Caratteristiche fisiche generali

Gli Huur sono una popolazione derivata dalla fusione di antiche tribù di diversi ceppi, per cui le loro caratteristiche fisiche sono variabili, anche se alcune predominano. La corporatura è solitamente snella e non massiccia, nondimeno possono avere prestanza fisica. La loro pelle è solitamente ambra-olivastro e gli occhi sono grandi. I colori di questi e dei capelli sono estremamente variabili.

Cultura

Principali competitori degli Akrāima, gli Huur possiedono una civiltà più progredita dei loro antagonisti continentali, il loro nomadismo si effettua tra poche locazioni ed è sempre contestuale alle stagioni. Sono divisi in varie tribù. Gli Huur hanno anche concepito una sorta di concetto di “coltivazione” anche se applicato solamente temporaneamente e a piante selvatiche trovate nei luoghi dove rimangono stanziali per più tempo. La caccia è stata in gran parte sostituita dalla pastorizia e cura delle mandrie nomadi che seguono durante i loro spostamenti.

Hanno una società organizzata in classi, tra le quali quella militare, dove prestano servizio sia uomini che donne. I compiti sono equamente divisi tra i due sessi e non fa scalpore il fatto che una donna arrivi a un posto di potere. Sono governati da un re o una regina che si consiglia con una assemblea. La discendenza è matrilineare e la successione avviene per discendenza diretta o elezione. La manifattura è una delle caratteristiche del popolo Huur (vestiario, utensili, vasellame, etc.). Sono dediti anche al commercio e scambio di beni, sia tra le varie tribù che con altre popolazioni. Hanno anche rapporti di scambio con gli Xynos. Il loro rapporto con questi senzienti è di tipo prettamente commerciale, gli Huur non vedono e non hanno mai visto gli Xynos come una specie superiore o come una sorta di divinità. Gli Huur possiedono un alfabeto avanzato e una lingua particolarmente articolata e ricchissima di parole, anche il loro sistema verbale è molto ricco.

Religione

Le loro divinità formano un vero pantheon, dove si dividono le aree di competenza. Le principali sono:

Aabesia, è il pianeta stesso, quindi la Madre Terra e sovrintende a tutte le altre divinità e alla natura in qualità di Madre del mondo.

Aghon, divinità maschile che sovrintende alla verità e giustizia. Marito di Cerweu, suo corrispondente femminile.

Aldei, divinità femminile che sovrintende alla pace.

Bebaris, dio della medicina e protettore della salute.

Bei-Ta, dea delle arti e della spiritualità, è una divinità antichissima, considerata colei che ha fisicamente generato il passaggio attraverso cui ha condotto gli Huur sul pianeta.

Caedel, è la dea della notte e delle creature notturne, dea del sogno e del pensiero, divinità preposta anche all’amore, protettrice delle donne gravide e del parto, portatrice di vita. Caedel ha una doppia personalità in quanto anche regina delle tenebre e dei morti, i cui spiriti comanda. Regina dell’aldilà e accompagnatrice dei defunti nell’oltre-vita.

Cerweu, divinità femminile della verità e giustizia, sposa di Aghon.

Dermiur, divinità maschile della fertilità, si crede sia da sempre innamorato di Aabesia.

Hiwaquel, dea della guerra e dispensatrice di gloria, vittoria e celebrità. La sua è una figura centrale nell’etnia Huur e ne denota, assieme a Aabesia la caratteristrica decisamente matriarcale.

Ionis, dea della saggezza e della conoscenza, creatrice degli archetipi. Sposa di Leberis.

Leberis, è il dio della conoscenza materiale, creatore della scrittura ispirata a lui dalle idee degli archetipi della sua sposa Ionis.

Noath, divinità femminile del cielo e di tutti i corpi celesti che in essi si trovano. Viene rappresentata spesso nella simbologia con i due soli. Nelle raffigurazioni è spesso a fianco della Madre Terra Aabesia.

Oolin, è la divinità che sovrintende alla mutevolezza umana, è una divinità cangiante ed ermafrodita in cui si specchiano sia le caratteristiche maschili che quelle femminili. È alla base della credenza Huur che in ogni essere umano coesistano i due principi femminile e maschile in diversa proporzione in ogni individuo, ma mai disuniti. Lanziel, il messaggero degli dei: è un Leselin Urakiele che gli Huur considerano una sorta di messaggero delle divinità. Tra gli Huur esiste una vera e propria casta sacerdotale, che si occupa dell’insegnamento e di tenere i contatti con le divinità tramite riti religiosi precisi. Ogni divinità ha i suoi sacerdoti, che sono sempre sia di sesso maschile che femminile e il cui ruolo può anche essere temporaneo e rinnovabile (similitudine con il matrimonio Huur).

Usi e costumi

Singolare particolarità di questo popolo è la costruzione di villaggi mobili, solitamente trainati da animali semi-addomesticati e di grandi dimensioni. Il loro concetto di pastorizia nomade è certamente il più avanzato che si conosca e la loro coltivazione temporanea dà la possibilità di trovare ciò che si desidera in maggior quantità. La sacralità del matrimonio è per gli Huur centrale, anche se questo viene considerato un vincolo temporaneo rinnovabile.

Anche il culto dei defunti assume una particolare importanza. Vige tra gli Huur l’inumazione delle urne. Ovverosia il corpo del defunto viene bruciato, le ceneri raccolte in urne di pregiata e preziosa fattura e quindi l’urna viene inumata. I luoghi di inumazione sono solitamente vicini al luogo di morte del defunto e viene eretto un cippo funerario personale. Usanza insolita è quella di nominare re o regina la persona defunta.

Gli Huur non sono un popolo prettamente guerriero, ma possiedono una classe militare ben preparata e addestrata.

Conoscenza e uso della Magia

Gli Huur hanno un’alta considerazione della magia, che è solitamente affidata alle donne. Le incantatrici godono di fama e sono tenute in gran considerazione in questo popolo. Esiste una scuola di incantamenti cui le ragazze accedono in età adolescenziale. I materiali per gli incantamenti sono tenuti in gran conto e tutta la tribù contribuisce alla loro ricerca e raccolta, mentre la trasformazione avviene solo da parte delle incantatrici e delle loro assistenti più anziane.

Le incantatrici Huur si avvalgono anche della capacità di entrare nella Surrealtà, in caso di bisogno. La magia è usata durante le guerre, per instillare fecondità, mutare la natura e agire sul mondo reale a proprio vantaggio e le incantatrici Huur sono molto abili nella pratica degli incantamenti, sia nel Reale che nella Surrealtà. Interagiscono con hekanociani minori e spiriti. I riti di questo tipo vengono svolti sempre in gruppo e in vari stadi di proiezione in modo da fornire la massima protezione possibile all’incantatrice che si avventura dall’altra parte.

La comunità delle incantatrici nasce dalla fuga di servitrici di una maga tuscicide di nome She-Tha’la, secoli or sono. L’occasione si verificò durante l’aspra lotta tra due capi tribù, entrambi intenzionati a sottomettere l’intero popolo Huur sotto la loro dominazione: Awern e Dadiesi. Dadiesi e il suo seguito avevano un’estrema avversità per la magia, mentre Awern si avvaleva della complicità della maga per ottenere vittorie e sottomettere intere tribù. She-Tha’la si serviva di servitrici umane per i suoi compiti, le ammaliava e si faceva temere, ma compì un errore che le costò tutto quanto. Tronfia del potere che emanava dal proprio essere e sicura del terrore che instillava negli umani, nel tempo aveva insegnato i principi della magia alle sue servitrici, per inviarle in giro e farle testimoni del suo potere. La Surrealtà fu il passo che diede a She-Tha’la il colpo finale. Le sue servitrici cominciarono a capire come entrare in quel luogo-non-luogo da sole, senza l’ausilio e di nascosto della maga, e proteggendosi a vicenda tramite un rituale che ancor oggi è praticato dalle incantatrici Huur. Nella Surrealtà furono molti gli incontri che le servitrici fecero e tra tutti quanti, quello con la Metafratellanza fu il più proficuo. Le loro strade là divennero più sicure e la loro conoscenza aumentava. Durante la “Guerra delle lance” (così viene ricordata quella devastante guerra tra tribù), le servitrici sapevano che la maggior parte degli Huur non voleva sottomettersi né all’uno né all’altro dei capi in guerra. Va specificato che ai tempi non esisteva un re o una regina Huur e che ogni tribù aveva una tradizione che non aveva intenzione di perdere. Fu proprio in quel momento della storia che nacque la “Consorernita delle Incantatrici”. Le persone importanti delle varie tribù si affidarono alla loro conoscenza, nacque lì l’idea dell’elezione di una regina che potesse tenere unite, seppur separate, le tribù. La guerra volse a sfavore sia di Dadiesi che di Awern, il consiglio che (poi diverrà l’assemblea delle tribù) elesse una regina nella persona di Ahaever e lei condusse il terzo esercito alle battaglie che vinse con l'aiuto della Consorernita e della magia. Da quel momento le incantatrici e i re e regine degli Huur sono legati da un profondo e indelebile vincolo.

Tribù degli Huur

Il popolo Huur conta innumerevoli tribù, non esistono significative differenze culturali tra di esse, in quanto gli Huur sono un popolo con una ben definita identità, ci limitiamo quindi a citare i nomi delle più importanti e/o numerose:

  • Cavalieri delle pianure
  • Segno dei soli
  • Alberi che camminano
  • Huur delle foreste
  • Acque impetuose
  • Uccelli neri
  • Il popolo
  • Figli di Aabesia
  • Le nuvole