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Quando il grande Leethari fu distrutto dai Drakkan, i suoi frammenti si sparsero per la Galassia, piovendo su innumerevoli pianeti anche ad anni di distanza dalla loro separazione.

Questi frammenti del grande simbionte hanno preso vita propria col tempo e prodotto nuove stirpi di creature di diverso tipo. Alcuni tra loro mantengono la loro natura simbiotica e tentano di ricombinarsi insieme in macrostrutture e riformare infine il Leethari, altri hanno abbandonato questo improbabile obiettivo e creato delle nuove società.

Biologia e Aspetto

Fisiologia Generale

I leeth sono organismi simbiotici di natura aliena e mutevole. Molti tra loro possono assumere diverse forme a piacimento, rimescolando, distendendo o contraendo i fasci di cartilagine mucosa di cui sono composti. I più abili tra loro sono in grado di imitare altre specie umanoidi per brevi periodi o tramutare le loro appendici in armi improvvisate ad acido. Solitamente tuttavia un leeth preferisce mantenersi in una parvenza amorfa di viticci di carne intrecciati intorno ai gangli organici principali da cui osserva e interagisce con l’ambiente intorno a sé. Queste fibre cartilaginee sono particolarmente sensibili al fuoco, specialmente se il leeth non è in simbiosi o parte di un macrorganismo di dimensioni considerevoli.

A parte la sensibilità al calore, il leeth, anche se isolato, può modificare in maniera permanente il proprio corpo per adattarsi ad altri tipi di ambiente estremo o sostanze velenose, sacrificando altre sue funzioni.

I leeth sono organismi onnivori, possono consumare qualunque tipo di materiale organico, a prescindere dalle sue condizioni o provenienza; non avendo senso del gusto, tendono a impostare le loro preferenze alimentari in base alla diversa consistenza del cibo.

Ogni leeth, a prescindere dalle sue abilità mutagene, è in grado di entrare in simbiosi con altri organismi viventi. Questo processo è considerevolmente più semplice e naturale quando operato con un altro leeth volontariamente e molto più difficile se tentato su un organismo che oppone resistenza.

Legarsi ad un altro leeth equivale a creare un macrorganismo, questa operazione rinvigorisce in maniera cumulativa il processo di rigenerazione di tutti i leeth coinvolti, rendendoli più resistenti a veleni, malattie, sbalzi di temperatura, oggetti contundenti e prolungando il loro ciclo vitale. Grandi colonie di leeth fusi in simbiosi possono trascinarsi e divorare qualunque cosa sul loro passaggio, senza doversi preoccupare di molto. Quando i leeth sono in questo stato, perdono la loro volontà individuale, fondendosi in una mente alveare vorace e instancabile.

Un leeth entrato in simbiosi completa con un altro tipo di organismo può fondersi al corpo ospite e comandarlo o, se la simbiosi è avvenuta in concordia, fornire assistenza. Un leeth che rimane per troppo tempo in simbiosi in un corpo solido finisce per fondervisi in maniera permanente, acquisendo una maggiore stabilità e porzioni della personalità e dei ricordi della vittima.

Riproduzione e ciclo vitale

I leeth sono organismi asessuati che si riproducono per gemmazione. Arrivato al termine del proprio ciclo vitale verso gli ottant’anni, un leeth si scinderà, dando vita a due progenie già adulte. I nuovi leeth non conservano le memorie del genitore, ma la sua personalità e adattamenti vengono trasmessi parzialmente.

Leeth collegati a un macrorganismo vivono più a lungo e sviluppano una brama di materia organica e di estendere il proprio contatto ad altri leeth.

Società

Psicologia e Cultura

Presente all’interno di ogni leeth vi è il desiderio istintivo di congiungersi ad altri della sua specie e ricreare il grande Leethari. Fortunatamente la stragrande maggioranza dei leeth non è consapevole della ragione dietro questo istinto e, in alcuni casi, neanche dell’esistenza di altri simili a sé.

Di conseguenza i leeth vagano per i mondi su cui sono piovuti, apparentemente senza meta. A volte trovano sollievo entrando in simbiosi con altre creature, volontariamente o meno, e integrandosi nelle loro società. Non è insolito tribù primitive stabiliscano un rapporto di devozione e reale simbiosi con un nido di leeth, lasciando che i suoi componenti trovino uno “spirito guida” quando raggiunta la maturità.

Le comunità leeth più grandi lasciate a se stesse tendono inevitabilmente ad aggregarsi e formare pericolosi macrorganismi, quando questi ammassi di carne rivoltante raggiungono un insediamento, una risoluzione pacifica è pressoché impossibile.

Religione

Leeth che vivono da soli o in altre società tendono a sviluppare credenze differenti o convertirsi a culti locali; quelli che invece iniziano a comporsi in macrorganismi sono quasi sempre veneratori del Leethari e cercano di facilitarne il ritorno tramite la ricomposizione dei sacri frammenti in cui è stato scomposto. Questi macrorganismi sono ostili a quasi ogni forma di vita, ma molto restii ad attaccare un altro leeth, per contro, l’individualità dei singoli leeth li porta ad assumere credenze molto più malleabili e diversificate.

Nomi

 I macrorganismi leeth sono incapaci di pensare a sé come entità distinte dal grande Leethari e di conseguenza non assumono nomi, anche quando temporaneamente separati nelle loro parti costituenti. I leeth rimasti soli a lungo invece possono assumere vari tipi di nominativi, spesso simili a quelli della società in cui si integrano.