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Antica Echirochia - Mappa

Con i suoi ottocento anni di storia, Atlasea è considerato da molti il più grande e prospero stato umano del sistema Geroseo, nonché il più antico. Nonostante l'esotica città sommersa si sia trascinata in un lento declino negli ultimi duecento anni, continua ad essere considerata un centro di scambio e libertà d'espressione da molte società, la cui popolazione rivaleggia quella dell'intero Regno Chirochese.

Periodo Comunitario (1665 dAh – 1750 dAh)

La fondazione di Atlasea è data per certa nel 1665, quale conseguenza di uno scontro particolarmente violento tra una tribù di umani ed un Clan virkana. Gli umani, costretti a fuggire, raggiunta la costa, sono stati salvati da un banco di sirenoidi, gli Laaaeesaleeeh, che li ha condotti in sicurezza alla Valvola Ascensoriale Primaria, unica via d’accesso al grattacielo semisommerso in cui sarebbe nata Atlasea. Una volta stabilitisi nelle viscere sommerse della struttura, gli umani hanno iniziato ad esplorarne i condotti abbandonati, riparare le strumentazioni locali, rimettere in funzione le varie valvole e costruire nuove strutture. In pochi anni il rifugio diventa una prospera città; la voce della sua esistenza si sparge e in più occasioni virkana e umani tentano di razziarla, ma la posizione vantaggiosa di Atlasea la rende inaccessibile a qualunque ospite indesiderato.

Nei primi anni la città è governata come una società comunitaria, ma, man mano che nuovi coloni sono accettati ad Atlasea, differenze di classe vanno formandosi.

Primo Governo Oligarchico (1750 dAh – 1925 dAh)

Nel 1750 dAh viene indetta la prima elezione, necessaria per supportare la popolazione in rapida crescita. Per quanto la prima elezione sia aperta ufficialmente a tutti, le famiglie dei Fondatori, forti delle proprie ingenti ricchezze e vasta influenza, sono in grado di occupare la maggior parte delle cariche, sia nella Camera dei Consiglieri Deputati, sia in quella dei Ministri Esecutori, sia per quanto riguarda le fila dei Pretori. Nel momento in cui il primo governo atlaseiano prende forma, iniziano ad essere passate nuove leggi che, negli anni successivi, renderanno sempre più difficile per i non-Patrizi candidarsi per qualunque posizione di rilievo. Queste leggi sono più facilmente passate anche a causa della crisi imminente che stravolge l’Impero Echirochiano in superficie, sprofondato nella Guerra dei Lampi nel 1755 dAh.

Per quanto i candidati rimarranno sempre d’ascendenza aristocratica, gli atlaseiani rimarranno sempre orgogliosi del loro sistema semi-democratico, secondo cui ogni cittadino manteneva sempre diritto di voto, una costante rimasta per tutta la loro storia.

Alla vittoria di Tifsisoh Sis-Rach nel 1759 dAh, ambasciatori atlaseiani sono inviati in superficie per trattare nuovi accordi a Rachirochiara col tiranno echiorchiano. Fortunatamente Tifsisoh non è interessato per il momento ad Atlasea ed accoglie amichevolmente gli inviati, permettendo anche nei decenni successivi la fondazione delle prime colonie costali di Atlasea: Elpana, nel 1780 dAh, e Claesna, nel 1794 dAh.

Nel 1824 dAh, alla morte di Tifsisoh, il governo atlaseiano supporta in alternanza l’uno o l’altro Dissiadoco, cercando di tenersi fuori dalla lotta di successione. Quando i Sette cominciano a portare avanti campagne espansionistiche, Atlasea si ritrova sempre più estraniata dai governi di superficie, con dazi pesanti imposti sulle proprie carovane di terra e alcune delle sue colonie principali poste sotto scacco.

Nel 1851 dAh Clclstren lo Stringavene avvelena il Golfo di Pissera in un vendicativo rituale magico, costando la vita a migliaia di sirenoidi e rendendo impraticabile l’intera area. A seguito di questa azione, Atlasea decide d’interrompere del tutto i propri rapporti con l’Impero Echirochiano, sovvenzionando sempre più apertamente le cellule di ribellione al suo interno.

Il Primo Periodo Oligarchico, i cui politici di spicco sono tutti ricordati e studiati ampiamente nelle scuole di legge di Atlasea, è generalmente considerato come un’epoca di espansione e prosperità economica per la città-stato, le cui prime linee commerciali dominanti sono tracciate, sia su terra sia su mare. Allo stesso tempo è anche visto da molti atlaseiani come un periodo di corruzione e arretratezza, sia per l’iniziale collusione dell’oligarchia con i tiranni Sis-Rach sia per il ruolo marginale in cui i sirenoidi atlaseiani erano stati relegati, rimanendo esclusi dal diritto di voto nonostante i numerosi tentativi da parte di molti partiti politici di dare loro piena cittadinanza.

L’inizio del XX secolo vede un decadimento sempre più rapido dell’oligarchia patrizia, incapace di rispondere con prontezza alle nuove richieste del popolo, alle richieste di protezione delle colonie di superficie e ai costi per il supporto del nuovo governo imperiale echirochiano formatosi a seguito della cacciata dei Sis-Rach.

Nel 1912 dAh, un commerciante di nome Dymio Laypac, arenatosi sulla costa a ovest del Golfo di Pissara, scopre una colonia visciolista sopravvissuta all’epurazione dei Sis-Rach e guida i suoi mercenari rimanenti in una retata della base filo-rettiliana, sovvertendo il governo locale. Dymio elimina i Visciolisti e, liberata la popolazione locale dalla schiavitù, rifonda l’insediamento col nome di Zasaga. L’impresa lo rende ricco e famoso, al punto da fargli acquisire proprietà nella stessa Atlasea, nonostante non appartenga al Patriziato. In poco più di dieci anni Dymio fonda un proprio partito politico, acquisendo sempre più consenso tra popolo e sirenoidi e infine candidandosi nel 1935 dAh per la posizione di Pretore della Strada Grande.

Prima Dittatura (1935 dAh – 2016 dAh)

Dymio Laypac (1935 dAh – 1978 dAh)

Nonostante Dymio non abbia i prerequisiti per occupare una carica politica tanto alta, nel 1935 dAh l’oligarchia è costretta ad accettare la sua elezione quale Pretore della Strada Grande, salvo evitare una rivolta popolare. Negli anni immediatamente successivi appare tuttavia chiaro che Dymio non sia contento della propria posizione: sfruttando il caos provocato dai complotti dei tushi degli Emirati Rossi orchestrati contro tutte le nazioni umane a seguito della cacciata dei Sis-Rach e del tentativo di raggiungerne le città-stato nel 1867 dAh, Dymio riesce a far passare numerose leggi controverse nel proprio Quartiere, che accrescono il potere del popolo a discapito dei Patrizi e prolungano il suo mandato.

Nel 1943 dAh e poi ancora nel 1946 dAh hanno luogo due grandi marcie lungo la Strada Grande, dove centinaia di migliaia di cittadini si riuniscono per richiedere l’assegnazione dell’Archiato a Dymio Laypac. Alla seconda manifestazione il Patriziato è costretto ancora una volta a capitolare, rendendo di fatto Dymio Autarca di Atlasea.

Durante la sua dittatura, Dymio impone numerose riforme per la regolamentazione e limitazione del commercio di schiavi e passa diverse leggi riguardanti il trattamento civile degli schiavi da parte dei propri padroni. Nel 1961 dAh passa un decreto che fornisce maggiori diritti ai sirenoidi stabilitisi all’interno della città-stato, ma solo qualora fossero sposati o adottati da cittadini atlaseiani, e, negli anni successivi, promuove un’ulteriore espansione dei quartieri cittadini.

In superficie, Dymio interrompe la dissennata politica militare dei suoi predecessori, ma, così facendo, inizia ad inimicarsi i governi delle stesse colonie costali che più l’avevano supportato in passato. Per quanto nei primi anni le riforme interne portano prosperità e supporto al regime di Dymio, la sua politica isolazionista finisce per creare discontento, unita ai suoi tentativi di estirpare il culto dei Fondatori dalla venerazione popolare.

Nel 1978 dAh, Dymio, divenuto ormai anziano e debole e compresa la necessità di cedere al volere del popolo o rischiare il ritorno al potere dei Patrizi, decide di abdicare in favore del proprio figlio adottivo, un sirenoide di nomignolo Sicàn.

Sicàn Laypac (1978 dAh – 1981 dAh)

Per quanto Sicàn sia in grado di ricevere una grande accoglienza quale primo politico di spicco sirenoide nella storia di Atlasea, molti partiti si oppongono a quella che era di fatto una successione ereditaria del governo, che andava contro i principi fondatori della democrazia atlaseiana. Non lo aiuta la sua relativa incapacità di gestire l’intricato processo politico della città-stato avendone limitato accesso a causa della propria natura pisciforme.

Rimasto al potere ancora per un paio d’anni dopo la morte di Dymio, viene infine costretto ad abdicare a favore di Myrmilla Dasiclair.

Myrmilla Dasiclair (1981 dAh – 2015 dAh)

Myrmilla, figlia disconosciuta di una famiglia Patrizia, ascende al potere come Autarca di Atlasea col supporto di numerosi partiti bellicosi, desiderosi d’interrompere l’isolazionismo e correre in aiuto di colonie costali e popolazioni di superficie.

Myrmilla provvede a soddisfare la propria base di supporto riordinando ed espandendo l’esercito negli anni dal 1981 dAh al 1990 dAh, dopo di cui, per la prima volta in secoli, una grande armata di atlaseiani emerge dalle profondità della rovina, supportata da banchi di sirenoidi dalla costa, e si suddivide la protezione delle varie colonie, oltre a fornire supporto all’Eredità Chirochese in cambio di concessioni diplomatiche e commerciali nelle province orientali.

Il rinvigorimento del commercio estero riporta indirettamente diverse casate Patrizie al potere e, man mano che la campagna militare prosegue senza dimostrarsi più prossima alla conclusione, Myrmilla si ritrova a dover compromettere sempre più spesso la propria posizione a favore dell’aristocrazia.

Nel 2015 dAh, la Legione Trensa, l’Eredità Chirochese e il Patto d’Aurora, guidati dal Re Aristemo I, ottengono una grande vittoria contro i tushi, dopo la quale avviene il sacco e lo sterminio di Neffferia. L’evento crea diverse correnti di pensiero contrastanti ad Atlasea, ma tutte concordi nella necessità di un cambio radicale nella politica estera. Myrmilla, consapevole di essere prossima alla caduta in ogni caso, decide di venire preventivamente a patti con i Patrizi, ottenendo una re-legittimazione per la propria famiglia prima di abdicare e sbandire ufficialmente la carica di Autarca.

Secondo Governo Oligarchico (2016 dAh – 2253 dAh)

Con l’abdicazione di Myrmilla Dasiclair ha fine quella che è considerata la Prima Dittatura di Atlasea: il Consiglio degli Archiarti, in cui Dymio aveva fuso le camere di Deputati ed Esecutori, prende pieno possesso della città-stato. Nel 2016 dAh vengono indette le prime elezioni in più di ottant’anni e, ancora una volta, a prescindere dagli sforzi dei partiti popolari, la maggioranza dei posti viene occupata da appartenenti dell’aristocrazia, solidificando il potere del nuovo regime. Centinaia di libri sono studiati dagli studenti di legge riguardo le articolate argomentazioni con cui Patrizi e populisti si sono combattuti in questa elezione, molte delle quali sono considerate il picco dell’arte oratoria atlaseiana.

Il Secondo Governo Oligarchico si dimostra un regime considerevolmente più dinamico e democratico rispetto al suo predecessore del XVIII secolo, avendo mandati più brevi per quasi tutte le cariche politiche, un sistema di partiti più malleabile e accessibile ed maggiore coinvolgimento di tutte le classi sociali, sirenoidi e schiavi compresi, nel processo politico. A seguito delle elezioni del 2016 dAh le cariche tornano ad essere monopolio esclusivo dei Patrizi, ma, a parte i prerequisiti di candidatura, il sistema è, sotto ogni altro aspetto, un organo democratico. Infine, il clima di competitività estrema causato dalle ri-elezioni del 2016 dAh favorisce la nascita di un’intera generazione di politici esperti, incoraggiati a tramandare la loro arte oratoria e diplomatica ai propri eredi e amici. Per quanto nel primo secolo della Seconda Oligarchia ciò porti Atlasea a produrre i migliori ambasciatori di Geros IV, verso la fine del XXIII secolo sarà la causa della dilagante e irreversibile corruzione del governo.

La prima occupazione del nuovo governo nei primi anni è controbilanciare lo strapotere crescente del Patto d’Aurora, il cui unico capo, Eloriko lo Scoronato, era riuscito ad accentrare a sé il comando di entrambi i Capitoli e il controllo dell’Eredità Chirochese nel 2059 dAh, dopo aver già controllato indirettamente la Corona dal 2042 dAh. Il crescente fanatismo dei chirochesi aveva iniziato a preoccupare diversi partiti atlaseiani da anni e, nonostante il suo supporto ufficiale contro gli Emirati Rossi, la città-stato si era sentita sempre più minacciata dall’Eredità Chirochese e da cosa sarebbe accaduto dopo la sconfitta definitiva della progenie rettiliana.

In linea con queste preoccupazioni, le ambasciate atlaseiane nel Vecchio Est si adoperano in più occasioni a influenzare e rafforzare le voci moderate dell’aristocrazia quaricana; nel 2087, alla caduta di Ni’ji’ssssaffa, Atlasea si pone a difesa dei profughi tushi, impedendone il massacro e, cosa più importante, convincendo Quarica a fare altrettanto, creando così una spaccatura tra la Corona Chirochese ed il Patto d’Aurora.

Nel 2037 dAh, per pacificare i partiti populisti, alcuni Patrizi, in accordo con un banco sirenoide, sovvenzionano una rivoluzione popolare nella Cleclistrania, deponendo Carrago Manocorta de Gamarn e impongono la costruzione del faro a Capo Danfari, che faciliterà enormemente il commercio marittimo tra Atlasea e Forisapola.

L’arrivo dei profughi tushicidi nel XXII secolo e la loro rapida riproduzione all’interno dei quartieri della città-stato, con ibridazioni sia tra umani sia tra sirenoidi, vengono inizialmente ignorati dai Patrizi, ma il loro numero crescente e l’influenza culturale portata dalle loro sette comincia inevitabilmente a influenzare l’apparato politico e destabilizzare il governo.

Nel 2200 un terribile maremoto colpisce la Costa d’Ottone, sommergendo Elpana, Claesna e Zasaga, insieme a numerose altre colonie costali minori; la catastrofe naturale colpisce anche Atlasea stessa, la cui struttura portante, già da tempo in degrado, inizia sempre più spesso a presentare falle. All’interno della città, il Consiglio degli Archiarti tenta in più occasioni di arginare la crisi finanziaria e sociale causata dal disastro naturale, ma i loro sforzi sono vani. In aggiunta, diverse famiglie Patrizie cadono in rovina a causa della perdita di navi, proprietà e contatti situati nelle colonie, a cui si accompagna un sensibile indebolimento sul fronte dell’esercito, di cui numerosi guarnigioni sono state distrutte dal maremoto.

Dal 2247 dAh gli Archiarti si dichiarano in carica a tempo indeterminato, sospendendo le elezioni primarie fino alla risoluzione della crisi. Questa decisione finisce solo per irritare ancora di più il popolo che, nel 2253 dAh entra in rivolta.

Grande Rivoluzione dei Rosa (2253 dAh – 2255 dAh)

A suo tempo chiamata unicamente “Rivoluzione”, questo devastante conflitto civile avvolge Atlasea per due interi anni, senza interruzione. Iniziato con la rimozione forzata degli Archiarti, devolve prima in una campagna di sterminio contro i Patrizi e subito dopo in un periodo di completa anarchia. Diversi provvisori vengono impostati da vari partiti, solo per essere dissolti dai loro avversari politici in pochi mesi, se non settimane. Gli esponenti delle famiglie Patrizie sopravvissuti all’eccidio fuggono in superficie, sparendo per sempre dalla scena politica, o si rifugiano nella Cupola Marvata, impostando un governo provvisorio indipendente su quel quartiere e asserragliandovisi.

Nei casi più estremi, all’inizio del 2255, alcune delle fazioni guerreggianti, alleate con i sirenoidi, cominciano a manomettere volutamente i condotti dei Quartieri dei loro avversari, causando massicce inondazioni. La paura generata da una breccia fuori controllo spaventa il popolo a sufficienza da permettere finalmente alla rivolta di calmarsi verso autunno dello stesso anno.

Scorporazione (2255 dAh)

Con l’Accordo di Scorporazione, diversi capi partigiani, insieme agli esponenti dell’oligarchia in esilio, decidono di dividersi la gestione di Atlasea per facilitarne il governo e raggiungere finalmente una pace duratura. Il Consiglio degli Archiarti viene sbandito permanentemente e sostituito da un’Assemblea dei Quartieri, i cui Esponenti Eletti sono scelti unicamente tra i cittadini non aristocratici ed il cui ruolo è limitato alla gestione di affari di politica estera che riguardano l’intera città-stato.

Primo Periodo Federale (2256 dAh – 2347 dAh)

A seguito della Scorporazione, i Quartieri proseguono ciascuno per la propria strada, creando rapidamente diverse forme di governo interno che rispecchino le necessità dei rispettivi partiti dominanti. Per quanto gli esponenti primari della Rivoluzione promulghino una democrazia perfetta, molti dei governi mantengono un atteggiamento discriminatorio, in alcuni casi nei confronti dei Patrizi, in altri dei cittadini comuni, in altri ancora nei tushi e in alcuni degli schiavi. Le campagne elettorali, effettuate per la prima volta tramite fotogrammofono, devolvono presto in eventi propagandistici e demagogici; in aggiunta, la frammentazione della città-stato rende impossibile la ricostruzione delle colonie o la corretta riapertura delle rotte commerciali, che vengono gestite direttamente da Patrizi e nuove caste mercantili emergenti. Nel 2341 dAh una famiglia straniera d’ascendenza chirochese riesce perfino a imporsi come casata reale del Quartiere Etereo, provocando altro tumulto.

Grande Rivoluzione dei Rossi (2347 dAh)

Nell’estate del 2347 dAh, la popolazione di tushicidi nella città-stato e nei banchi circostanti rivaleggia in numero quella di umani; diverse posizioni di potere sono state già occupate da progenie rettiliana tramite elezioni dubbie e gli attriti tra specie hanno raggiunto un punto di rottura.

Vi sono numerosi aneddoti riguardanti una qualche atrocità compiuta da uno o più tushicidi contro uno o più cittadini che avrebbero causato l’inizio della rivolta, ma, a differenza di molti altri avvenimenti nella storia atlaseiana, non vi è certezza riguardo il reale evento scatenante. È generalmente accettato che siano stati gli umani a dare inizio allo sterminio, organizzandosi in folle e invadendo i quartieri con maggioranza rettiliana. I tushicidi, pur rispondendo all’attacco e scatenando in più casi terribili incantesimi, si ritrovano presto frammentati in più fronti in lotta fra loro tanto quanto contro gli umani.

In un primo momento, verso l’inizio di autunno, alcuni siretushi stregoni sono in grado di isolare diversi quartieri maggiori, Strada Grande compresa, allagando i condotti principali. Ciascuno di loro si autonomina Autarca di Atlasea e procede subito dopo a dar guerra agli altri pretendenti cui era stato alleato fino a poco prima. Pubblicizzandosi sulla necessità di unità, un demagogo umano di nome Latain Farret organizza una milizia di cittadini e liberti e riunisce sotto di sé sufficienti guerrieri e occultisti per contrastare i vari pretendenti tushicidi e porre fine alla rivoluzione.

Seconda Dittatura (2347 dAh – 2353 dAh)

Latain Farret (2347 dAh – 2353 dAh)

Al solstizio d’inverno del 2347 dAh, Latain riceve la carica di Archiarte Provvisorio dai resti dell’Assemblea dei Quartieri, assumendo di fatto il controllo di Atlasea. Con la nuova autorità ricevuta, Latain comincia ad operare uno sterminio indiscriminato di tushicidi e collaboratori Visciolisti nella città-stato, operando nel frattempo una riforma nell’apparato legislativo atlaseiano. Nel 2349 dAh, soddisfatto della riduzione nel numero di tushicidi, relega i sopravvissuti nella Curva Rossa e ne proibisce l’acquisto di proprietà in qualunque altro Quartiere.

Latain rimane in carica ancora per quattro anni prima che una coalizione di Patrizi ne causi la caduta, dimostrando che egli stesso sia un tushicide truccato. Il governo populista della Strada Grande gli si rivolta contro, causando un’altra breve guerra civile al termine della quale Latain Farret viene ucciso e la sua famiglia esiliata in superficie.

Secondo Periodo Federale (2353 dAh – * dAh)

Con la morte di Latain, il governo viene nuovamente riorganizzato. L’aiuto fornito dai Patrizi, sia durante la guerra sia a seguito per la ricostruzione e il drenaggio dei Quartieri semisommersi, ha finalmente fatto volgere l’opinione pubblica di nuovo a loro favore, così che, alle successive elezioni, appartenenti a tutte le classi sociali vengono scelti. L’unica eccezione sono i tushicidi, il cui Quartiere primario non riceve rappresentanti per l’Assemblea e continua ad autogestirsi, del tutto isolato. Nonostante la Rivoluzione dei Rossi, il nuovo governo non riesce a raggiungere una maggioranza per togliere del tutto il diritto di voto ai tushicidi, limitandosi a raggiungere come compromesso una rimozione del loro diritto di candidatura.

Il Secondo Periodo Federale vede la creazione della prima nuova colonia di superficie dal maremoto, Alissea, nel 2361 dAh, costruita più nell’entroterra per sicurezza, ma, di conseguenza, mai divenuta un crocevia di rilievo come lo erano state le precedenti. I Quartieri di Atlasea continuano ad autogestirsi e differenziarsi, divenendo sempre più separati e sospettosi l’uno dell’altro.